2019 – Produzione olio in calo

Annata strana e difficile per l’olio questa del 2019, penalizzata dall’andamento climatico anomalo da un lato ma anche da stagnazioni di mercato dall’altro.
Una crisi che sta investendo varie parti del Centro Italia e in particolare la Toscana dove le previsioni di un calo significativo della produzione di olive, fatte all’inizio della campagna di raccolta, si sono realizzate anche in modo più pesante del previsto.

Perché si ha una produzione di olio in calo?

Un calo della produzione dell’oro verde dovuto alla scarsa allegagione causata dalle eccessive piogge e basse temperature protratte per tutto maggio e seguite da un picco di calore a giugno, ma anche dall’attacco tardivo della mosca olearia, favorito dalle elevate temperature autunnali che hanno portato a cascole tardive e abbassamento della qualità in molte zone, era previsto dalla CIA Toscana con un calo medio del 20% di produzione rispetto al 2018, con punte anche del 50%.

Invece a fine raccolta in alcune zone la produzione di olio è stata più bassa anche del 60% rispetto all’anno scorso.

Una situazione che ha portato l’associazione di categoria toscana a unirsi all’appello per la dichiarazione di uno stato di crisi di tutto il settore olivicolo alla ministra all’Agricoltura Teresa Bellanova.

Produzione in aumento

Al contrario, la produzione di olio in Sicilia nel 2019 registra un +38% così come riportato dalle indagini delle principali associazioni di produttori. Un dato positivo non solo in termini quantitativi ma anche, e soprattutto, per la qualità riscontrata, ad esclusione delle zone di produzione della Nocellara del Belice che hanno registrato un dato non positivo.

L’andamento favorevole del clima in tutta la regione – soprattutto in primavera nel periodo della fioritura – è stato uno degli elementi decisivi per ottenere questo risultato.

Andamento del mercato

Ma la crisi non riguarda solo la produzione, ma anche l’andamento del mercato che rimane fermo, mentre i prezzi dell’olio calano.

Il timore è che i grandi gruppi industriali stiano aspettando che il prezzo dell’olio italiano arrivi quasi al livello di quello spagnolo, causando una crisi di liquidità a olivicoltori e frantoiani.
Un risultato ottimale per favorire le esportazioni all’estero del nostro oro verde e sul fronte interno oli tutt’altro che extra-vergini (olio avvelenato ???) e non necessariamente di oliva.

Un noto supermercato sta vendendo in offerta a 1,99€/lt olio extravergine (ma siamo veramente sicuri???) chiaramente sottocosto che contribuisce a penalizzare noi piccoli produttori.

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